Il paragone con le sette colli di Roma è antico e nasce dalla volontà, in epoca rinascimentale, di nobilitare Lisbona accostandola alla città eterna. In realtà i rilievi su cui si distende la capitale sono più di sette, ma il numero ha un peso simbolico e si è fissato nell'immaginario, complice anche la tradizione cristiana che ama la cifra.
Tra le più citate ci sono São Jorge, con il castello che domina la città, e i colli di São Vicente, Sant'Ana, Santo André, Chagas, Santa Catarina e São Roque. Ognuna ha un carattere: l'Alfama aggrappata alla collina del castello, il Bairro Alto vivace e notturno, l'Estrela più residenziale e silenziosa.
Proprio per via dei dislivelli, Lisbona si è riempita di soluzioni ingegnose: le funicolari storiche come il Elevador da Glória e da Bica, e soprattutto l'Elevador de Santa Justa, un ascensore in ferro in stile neogotico che collega la Baixa al Chiado. Anche i celebri tram gialli, con il mitico 28, nascono dalla necessità di affrontare salite troppo ripide per i mezzi normali.
Significa due cose pratiche: scarpe comode e un itinerario pensato per scendere più che salire. Parti dall'alto — per esempio dal Castello — e lasciati portare verso il fiume. Ogni collina regala un miradouro, una terrazza panoramica da cui la città si apre sul Tago: sono questi i punti dove Lisbona si fa fotografare meglio, soprattutto al tramonto.

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