Siamo agli inizi del Novecento. La Finlandia è ancora parte dell'Impero russo, stretta in una morsa di russificazione forzata che mette a rischio lingua, cultura e identità nazionale. In questo clima teso, la città di Helsinki decide di abbellire la piazza del mercato sul lungomare con una fontana scultorea. L'incarico viene affidato allo scultore Ville Vallgren, un artista finlandese che all'epoca viveva e lavorava a Parigi, immerso nell'atmosfera dell'Art Nouveau e delle avanguardie europee. La scelta di un artista 'parigino' non era casuale: Helsinki voleva dirsi europea, moderna, capace di gareggiare con le grandi capitali del continente.
L'inaugurazione ufficiale, nell'estate del 1908, fu tutt'altro che trionfale. La statua raffigura una giovane donna completamente nuda, il corpo morbido e naturale, lo sguardo rivolto verso il mare aperto. Per Helsinki — una città protestante, sobria, abituata a una certa austerità morale — fu uno choc. I giornali si divisero ferocemente: da un lato chi gridava all'immoralità e chiedeva che la scultura fosse rimossa o almeno 'coperta', dall'altro chi la difendeva come un'opera d'arte di straordinaria bellezza e un segno di maturità culturale per la nazione.
Oltre le polemiche, Havis Amanda porta con sé un significato simbolico profondo. Molti interpreti dell'epoca — e gli storici dell'arte successivi — lessero nella figura una personificazione della Finlandia stessa: una terra giovane, appena emersa dalle acque del tempo, che si affacciava sul mondo con timida ma determinata bellezza. In quegli anni il paese stava cercando di definire una propria identità culturale distinta da quella svedese e da quella russa, e l'immagine di una giovinezza che sorge dal mare aveva una forza narrativa potentissima.
Ogni anno, nella notte tra il 30 aprile e il primo maggio, accade qualcosa di strano e meraviglioso nella piazza del mercato. Migliaia di studenti universitari si radunano intorno alla fontana per celebrare il Vappu, la festa della primavera finlandese che mescola tradizioni pagane, riti accademici e una certa allegra confusione. Il momento clou della serata è preciso e rituale: uno studente si arrampica sulla statua e pone in testa ad Havis Amanda il berretto bianco da studente universitario, il lakki.
Dietro la statua più famosa di Helsinki c'è un uomo che trascorse la maggior parte della sua vita lontano dalla Finlandia. Ville Vallgren era nato nel sud del paese nella seconda metà dell'Ottocento, ma Parigi lo aveva sedotto presto e lì rimase per decenni, accumulando riconoscimenti internazionali, lavorando per collezionisti francesi e partecipando alle grandi esposizioni universali. In patria era quasi uno sconosciuto.
Havis Amanda non è semplicemente una bella scultura in bronzo. È un punto di orientamento emotivo per Helsinki: il luogo dove ci si dà appuntamento, dove ci si raccoglie nei momenti di festa collettiva, dove i turisti si fermano e i locals passano senza quasi guardarla — come accade con tutte le cose amate da sempre. In una città che fatica a mostrarsi, che custodisce la sua bellezza con discrezione, avere al centro una figura nuda e serena che guarda il mare è quasi un atto di sfida silenziosa.

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